Wertheimer e l'apprendimento intelligente 1.7

 WERTHEIMER E L'APPRENDIMENTO INTELLIGENTE📚⏳

Wertheimer voleva diffondere il concetto di apprendimento intelligente che sviluppasse il pensiero produttivo la capacità di utilizzare il pensiero in modo non puramente meccanico).

Propose nuove metodologie che non si basassero sull'esercizio mnemonico o la ripetizione. Gli studenti dovevano utilizzare la loro rappresentazione mentale in modo flessibile.


I PUNTI FONDAMENTALI DELLA GESTALT

1) La totalità e diversa dalla somma delle sue parti;

2)L'apprendimento non è un processo meccanico di acquisizione della risposta corretta, ma piuttosto la ricerca attiva della soluzione a un problema;

3)L'insegnamento è molto più efficace quando colui che apprende è trattato come un individuo in grado di dare risposte complesse se messo nelle condizioni adeguate per farlo.


IL NEOCOMPORTAMENTISMO

Secondo Tolman, il comportamento non è solo una risposta automatica agli stimoli, ma è intenzionale e orientato a uno scopo. Gli individui agiscono in base a obiettivi e aspettative.

Tolman dimostrò che gli organismi costruiscono rappresentazioni mentali dell’ambiente. Nei suoi esperimenti con i ratti nei labirinti, gli animali imparavano il percorso anche senza rinforzo immediato.

Secondo Tolman vi sono due variabili che influenzano il compprtamento:

  • La motivazione;
  • La cognizione, che contribuisce nel creare nuove visioni del problema e ne facilitano la risoluzione.

L’apprendimento può avvenire senza rinforzo e manifestarsi solo in un secondo momento, quando c’è una motivazione (come il cibo).


L'APPRENDIMENTO LATENTE

L’apprendimento latente è un concetto introdotto da Edward C. Tolman nel neocomportamentismo. Indica un tipo di apprendimento che avviene senza rinforzo immediato e non si manifesta subito nel comportamento, ma emerge solo in un secondo momento, quando c’è una motivazione.

Secondo Tolman, un individuo può imparare informazioni sull’ambiente anche senza ricevere premi o punizioni. Questo apprendimento resta “nascosto” (latente) finché non c’è una ragione per utilizzarlo.

Tolman studiò dei ratti in un labirinto:

  • alcuni ricevevano cibo fin dall’inizio;

  • altri non ricevevano alcun rinforzo;

  • quando il cibo veniva introdotto, anche i ratti che prima non erano stati rinforzati trovavano subito la strada, dimostrando di aver già imparato il percorso.

    L’apprendimento latente dimostra che:

    • l’apprendimento può avvenire senza rinforzo;

    • il rinforzo non crea l’apprendimento, ma lo rende evidente;

    • esistono processi cognitivi interni, come le mappe cognitive.


    L'APPRENDIMENTO INTENZIONALE

    Si basa sull’idea che il comportamento non sia meccanico, ma orientato a uno scopo.

    Secondo Tolman, gli individui agiscono con intenzione, cioè in funzione di obiettivi, aspettative e conoscenze sull’ambiente. Per questo parlò di behaviorismo intenzionale.

    Caratteristiche principali

  • Comportamento finalizzato: le azioni non sono semplici risposte a stimoli, ma mezzi per raggiungere un obiettivo.
  • Aspettative: l’individuo si aspetta che un certo comportamento produca un determinato risultato.
  • Mappe cognitive: durante l’apprendimento si costruiscono rappresentazioni mentali dell’ambiente che guidano l’azione.
  • Esempio

    Nei suoi esperimenti con i ratti nei labirinti, Tolman osservò che gli animali non imparavano solo una sequenza di movimenti, ma la struttura del labirinto, scegliendo percorsi alternativi quando quello abituale era bloccato. Questo dimostra che il comportamento era guidato da uno scopo (raggiungere il cibo).











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