La motivazione 3.2
La motivazione
La motivazione è l’insieme delle spinte che guidano le azioni: può essere primaria (legata ai bisogni fisiologici) o secondaria (legata a valori e obiettivi). Si distingue anche tra:
- motivazioni intrinseche, che nascono dall’interno e portano soddisfazione personale;
- motivazioni estrinseche, che dipendono da ricompense o stimoli esterni.
Abraham Maslow organizza bisogni e motivazioni in una piramide gerarchica: alla base ci sono i bisogni fisiologici (sopravvivenza), poi sicurezza, appartenenza e affetto, stima e infine autorealizzazione (sviluppo personale). Ogni livello deve essere almeno in parte soddisfatto per passare al successivo.
La teoria pulsionale di Sigmund Freud:
Sigmund Freud spiega il comportamento attraverso le pulsioni, energie interne legate ai bisogni che guidano l’azione spesso inconsciamente. Distingue due pulsioni fondamentali: di vita (ricerca di piacere e soddisfazione) e di morte (tendenza opposta). Ogni pulsione ha un’origine (bisogno/desiderio), una meta (ridurre la tensione) e un oggetto (mezzo per soddisfarla). Quando non si realizza può portare a disturbo psichico oppure a sublimazione, cioè trasformazione in attività socialmente accettate.
Il modello motivazionale di Atkinson:
Il modello di Atkinson afferma che il comportamento è guidato da due forze opposte: la tendenza al successo e la tendenza a evitare il fallimento.
Due fattori principali:
1)fiducia nelle proprie capacità;
2)il valore attribuito all’obiettivo;
Questo legame tra emozione e motivazione è cruciale per capire come affrontiamo le sfide e quanto siamo determinati a superarle.
Chi ha una forte motivazione alla riuscita tende a scegliere compiti di difficoltà media, perché permettono davvero di mettere alla prova le proprie capacità senza essere né banali né impossibili.
Compiti troppo difficili generano fallimenti, senso di colpa e calo delle aspettative future, mentre compiti troppo facili risultano noiosi e ripetitivi, portando alla perdita di interesse.


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