Normalità e follia 4.2
Normalità e follia
Cos’è la normalità? è difficile dare una definizione a “normalità” perché a che fare con la cultura del contesto sociale di appartenenza.
-Una persona “normale” ha un discreto controllo dei suoi impulsi. Nessuno di noi è normale per tutta la vita, nessuno di noi ha un disturbo psicologico per sempre.
La Follia
Ippocrate di Coo elaborò la teoria degli umori, si attribuiva la malattia mentale a un disequilibrio fra 4 sostanze:
•La bile nera: situata nella milza, determina la malinconia.
•La bile gialla: situata nel fegato, un suo eccesso è collerico.
•Flegma: situata nella testa, prevale nel carattere flemmatico.
•Sangue: situato nel cuore, determina il carattere sanguigno (allegro, amichevole…)
La malattia mentale dal Medioevo all'età moderna:
La follia era considerata possessione da spirti maligni. I folli venivano isolati, esclusi dai luoghi sacri e trattati come criminali.
Esistevano le "navi dei folli", che erano barche piene di persone considerate malate, lasciate alla deriva.
Molte donne con disturbi mentali venivano accusate di stregoneria, venivano torturate e bruciate.
Follia e psichiatria:
Alla fine del Settecento, Philippe Pinel propone di liberare i malati dalle catene e di osservarli con metodo scientifico.
Con Pinel e Esquirol nasce la psichiatria moderna, la follia diventa un problema medico, non religioso.
Nel 1883, Kraepelin pubblica il primo grande trattato di psichiatria.
-Descrive i disturbi che oggi conosciamo, come schizofrenia e mania depressiva.
Successivamente Freud introdusse la differenza fra nevrosi e psicosi.
L’antipsichiatria
L’ambiente e la società sono responsabili della follia, soprattutto a causa del modo in cui il soggetto viene etichettato e trattato.
Si mostra critica nei confronti di alcune metodologie:
•metodi terapeutici violenti;
•manicomio;
•uso politico della diagnosi psichiatrica;
Legge Basaglia
13/05/1978 venne approvata la legge Basaglia (180)
effetto: rivoluzione sanitaria, riduzione dello stigma.
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